Bioinformatica


Leggendo questo blog magari vi sarete posti la fatidica domanda “ma cosa diavolo è un bioinforMatico?”. Visto che probabilmente un giorno questa domanda mi verrà posta anche da mia figlia è meglio provare a dare una risposta…

Qualche anno fa il compito di un biologo o un biochimico era quello di identificare una molecola in un organismo e cercare di trovarne una funzione.  Il passaggio successivo era di comprendere con quali altre molecole interagiva e quindi descrivere un intero meccanismo biologico che, se alterato, poteva provocare malattie. 
Col passare del tempo le tecnologie sono migliorate e si sono sviluppate tecniche in grado di ridurre i tempi e i costi degli esperimenti. Poi si è passato a “parallelizzare”, cioè ad analizzare gruppi di molecole per volta. Per intenderci, mentre anni fa era solo possibile analizzare l’espressione di un piccolo numero di geni, oggi è possibile in un solo esperimento monitorare tutti i geni di una cellula umana (circa 30,000). Questo ha portato inevitabilmente a introdurre metodi informatici nell’analisi dei dati. Il passaggio non è stato indolore, anzi! Medici, biologi e chimici si sono dovuti prima scontrare con il PC ed excel poi quando i dati sono diventati troppi si è dovuto ricorrere a programmatori, matematici e statistici.
A quel punto sono entrati in contatto (o in contrasto) due mondi che ancora oggi fanno fatica a comunicare e hanno partorito una figura ibrida che è in grado sia di fare l’analisi sia sapere cosa analizza. Questa figura ibrida è oggi nota come bioinformatico, anche se, come definizione, resta ancora vaga.  In molti casi il bioinformatico è un biologo o biotecnologo che lascia il laboratorio per imparare a programmare ma è possibile anche trovare un ingegnere/matematico/statistico che impara i rudimenti della biologia.
Il settore della ricerca è per definizione innovativo, quindi molto spesso la procedura o il programma per analizzare i dati non è disponibile. In quel caso il bioinformatico sviluppa nuovi software e permette alla ricerca di avanzare come tutti gli scienziati. Negli ultimi anni c’è stato un boom di pubblicazioni scientifiche che descrivono analisi innovative, nuovi programmi, web application e database pubblici scritte dai bioinformatici. È quasi impossibile oggigiorno per un centro di ricerca non avere un gruppo di persone preposte a questo scopo. Addirittura i singoli gruppi di ricerca cercano di dotarsi di persone che siano “anche” bioinformatici, perché altrimenti non saprebbero cosa farsene dei dati che hanno ottenuto… Nei prossimi posts magari andrò più a fondo cercando di spiegare in quale branca della bioinformatica mi sia ormai perso… 

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